POPOLAZIONE TRADITA E INGANNATA
14/09/2026
14 / 09 / 2026  |  HITRADIO SÜDTIROL Torggler Sigi

Darkmode
◄ Ritorna alla panoramica

POPOLAZIONE TRADITA E INGANNATA
14/09/2026
14 / 09 / 2026  |  HITRADIO SÜDTIROL Torggler Sigi

POPOLAZIONE TRADITA E INGANNATA<div style="font-size: 13px; color: #ffffff; font-weight: bold; margin-top: 8px; background: rgba(0,0,0,0.5); display: inline-block; padding: 3px 8px; border-radius: 4px; line-height: 1;">14/09/2026</div><span class="hitradio-master-datum">14 / 09 / 2026  |  HITRADIO SÜDTIROL Torggler Sigi</span>

La Camera dei deputati ha definitivamente stravolto il collegio senatoriale Bolzano–Oltradige–Bassa Atesina. La soluzione adottata è la peggiore che si potesse immaginare: in futuro i cittadini e le cittadine della Bassa Atesina e dell’Oltradige avranno ben poche possibilità di eleggere un rappresentante diretto del proprio territorio – né i cittadini di lingua tedesca né quelli di lingua italiana. Anche Bolzano e Laives vengono inserite in un collegio a maggioranza di destra, rendendo così molto più difficile l’elezione di un rappresentante favorevole all’autonomia.
La responsabilità ricade sui Freiheitlichen con il loro cosiddetto Piano B. La proposta originaria di Urzì rappresentava anch’essa uno stravolgimento dell’Oltradige e della Bassa Atesina, ma avrebbe ancora consentito, nel collegio a sinistra dell’Adige, l’elezione di un rappresentante favorevole all’autonomia. Con questa nuova soluzione non è stata danneggiata soltanto la popolazione di Bolzano, dell’Oltradige e della Bassa Atesina, ma anche l’autonomia. Un ulteriore senatore favorevole all’autonomia avrebbe potuto contribuire, in Senato, al raggiungimento dei quattro senatori necessari per costituire un gruppo autonomista. Con soli due senatori altoatesini favorevoli all’autonomia e un senatore valdostano, questa possibilità è oggi messa a rischio.
Il Piano B ha così spianato la strada al deputato Urzì, mettendogli di fatto il collegio Bolzano–Oltradige–Bassa Atesina ai piedi. I Freiheitlichen hanno quindi reso possibile un attacco politico che va ben oltre una semplice ridefinizione di un collegio elettorale. Hanno arrecato un grave danno all’autonomia.
La domanda decisiva rimane: perché la SVP ha accettato questo gioco politico?
Il motivo è la salvaguardia del seggio della SVP alla Camera dei deputati. Nelle elezioni proporzionali, per una lista rappresentativa di una minoranza vige in linea di principio una soglia del 20 per cento dei voti nella regione. Alle ultime elezioni la SVP aveva raggiunto il 24 per cento. Nel timore di ulteriori perdite di voti, il seggio del deputato Steger è stato quindi messo personalmente in discussione.
La soluzione adottata è stata uno scambio politico: la possibilità di superare la soglia del 20 per cento attraverso la conquista di un collegio era stata eliminata dalla legge alla Camera su pressione di Urzì. Ora questa disposizione è stata reintrodotta come contropartita per la SVP. In questo modo è stato garantito il seggio del deputato Steger – a spese dell’Oltradige, della Bassa Atesina e della città di Bolzano. Urzì ha così, di fatto, giocato la SVP come un tavolo da poker: ha ottenuto il collegio costruito su misura per lui, mentre la SVP ha dovuto riconquistare la garanzia del proprio seggio, che in precedenza le era stata tolta.
Vi è inoltre un’obiezione di principio sul piano democratico: la combinazione tra la nuova delimitazione dei collegi e la reintroduzione dell’eccezione alla soglia del 20 per cento appare come una costruzione politica pensata innanzitutto per garantire la SVP. Essa non rende soltanto più difficile l’elezione di un rappresentante favorevole all’autonomia, ma altera anche la competizione politica a danno delle altre forze politiche.
Va tuttavia riconosciuto, per correttezza, l’atteggiamento della senatrice Julia Unterberger in Senato. Si è battuta in modo credibile e con determinazione per il ripristino del collegio originario. Purtroppo, alla fine, il suo impegno è stato vano, perché il gioco politico era già stato concordato e le decisioni decisive erano già state prese.
È particolarmente amaro, quindi, che dopo le proteste provenienti dalla Bassa Atesina e dall’Oltradige sia stata compiuta una marcia indietro, dando l’impressione che la soluzione contestata sarebbe stata nuovamente ritirata. L’emendamento soppressivo non ha potuto più cambiare nulla. Il gioco era già stato concordato.
La popolazione di Bolzano, Oltradige e Bassa Atesina è stata tradita e ingannata.

Offizielle Pressepartner